Archiviato Amadeus, adesso Sanremo pensa al futuro: Rai Pubblicità, la Sinfonica e Russolillo, la strage degli innocenti.

Di Illy Masper

SANREMO. Il Festival numero 70 è stato archiviato con grande successo; la Rai ha guadagno circa 40 milioni di Euro e la città di Sanremo si accontenta della Pubblicità televisiva e di poche briciole. Così va il mondo del Festival, così vanno le cose da queste parti e così pare proprio che, speditamente, cammineranno ancora allo stesso modo nel prossimo futuro.

Si tenga presente innanzitutto il defunto concorso Area Sanremo che potrebbe rinascere sotto altre mentite spoglie e chissà con quali altri elementi; c’é poi quel brutto palazzaccio del Palafiori di Corso Garibaldi, potrebbe finire nelle mani dell’Orchestra Sinfonica (gli mancherebbe solo quest’altra spina), mentre il furbetto manager, Vincenzo Russolillo, rientrerebbe dalla finestra, visto che la porta per lui è chiusa perché gli è scaduto il contratto che, difficilmente, gli verrà rinnovato, anche perché non gode di popolarità istituzionale. Infine c’è il nuovo ruolo di Rai-Pubblicità che, quest’anno, l’ha fatta da padrona assoluta in città spendendo troppi quattrini, non certo a favore della città, oltretutto facendo incavolare Nutella (Ferrero S.p.a.), pronta a fare la guerra alla tivvù di Stato.

La Rai dello scaltro presidente di Rai Pubblicità, Antonio Marano (prossimo alla pensione) ha tuttavia ancora molte cartucce da sparare e vorrebbe approfittare del poco tempo che gli rimane, per spararle nuovamente su Sanremo, ultimo baluardo di un fine carriera da Dirigente televisivo. La città comunque è contenta di come sono andate le coese: gli albergatori hanno fatto affari d’oro, ma a che prezzi; i commercianti per una volta non si sono lamentati (esclusi quelli incazzati di Piazza Colombo, che per 20 giorni non hanno incassato un euro), mentre quella mega struttura Rai posizionata sulla Piazza è servita a ben poco, sfruttata pochissimo dalle dirette televisive e la gente non ci andava, perché doveva stare in piedi quatto ore per vedere un artista a sera, mentre durante il giorno la piazza era quasi deserta.

E ultimo — non per importanza — che dire, di una città blindata davvero ad esagerazione, nemmeno fosse uno stadio da 80 mila presenze? Però è anche vero che la risposta é sempre una: “Perché Sanremo è Sanremo”, come dice Pippo Baudo che ha dato “buca” alla serata di Rai Pubblicità di lunedì 3 febbraio scorso, al Roof Garden del Casinò. Andiamo avanti che “la Vita e Bella”, anche per Roberto Benigni e il suo molto modesto Cantico dei Cantici (nella foto il Sindaco Biancheri tra Manuela Poletti, Ilio Masprone e Michele Affidato che ha realizzato i premi del Gran Galà della Stampa).

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