L’Opposizione: il Sindaco non ci aveva avvisati che doveva “andare in bagno”, chiediamo subito le sue Dimissioni.

Di Ilio Masprone

RIVIERA. Una nostra considerazione basata sugli ultimi fatti di cronaca amministrativa, registrati in queste ultime settimane. Succede spesso che le Opposizioni di un qualsiasi Consiglio Comunale, di una piccola o grande località italiana (e succede anche in Parlamento), qualora non abbiano gli strumenti per difendersi, passino immediatamente alla richiesta delle Dimissioni di questo o di quell’Assessore o addirittura del Primo Cittadino, solo perché non sono state messe al corrente che doveva “andare in bagno”, illudendosi oltretutto che il problema possa così essere risolto.

Ovviamente è una facile battuta che, però, esemplifica bene quanto sia semplice arrivare a fare questa richiesta, comunque legittima perché prevista dalla Costituzione e dai Regolamenti dei Comuni. Si tratta dunque di una normale prassi, consolidata nel tempo, che oggi è diventata purtroppo una bufala inattaccabile. La verità però è tutt’altra: nei Consigli comunali spesso siede gente improvvisata (che non si documenta), arrivata a quella seggiola non per meriti professionali o per passione politica, ma per tutt’altra questione, per interesse… privato.
E l’interesse politico? Pochi ormai lo mettono al primo posto. Le invidie personali? Sono dappertutto nei Consigli Comunali. L’interesse economicoTantissimi sono mossi soltanto da questo.

E l’articolo potrebbe anche finire qui, lasciando al lettore le facili quanto evidenti conclusioni. Resta il bruciante rammarico di sapere che, chi dovrebbe rappresentare in Comune il povero cittadino inerme e indifeso, altro non è che un uomo (molto meno accada con le donne, per fortuna) a volte mortificato da situazioni non volute o non cercate; in qualche caso da pressioni familiari, ma per lo più è solo alla ricerca di una rivalutazione di se stesso, innanzitutto perché non è stato capace di auto-prodursi o proporsi meglio.

Insomma la politica con la P maiuscola (sempre più rara), e soprattutto quella amministrativa, sono ancora strade percorribili, ormaipoco illuminate, ma purtroppo è così e dobbiamo accettarlo: il sistema elettorale ci ha portato a questa amara situazione. Che cosa manca? La volontà di auto-migliorarsi, la mancanza di Cultura generale, la fretta e la smania di arrivare ad ogni costo, senza pensare troppo che quella smania potrebbe far crollare tutto da un momento all’altro. In politica basta poco (nella foto una seduta del Consiglio Comunale di Sanremo).

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