Festival, la Rai cambia le regole con “esperti” che creeranno solo confusione: assente Sanremo

Festival, la Rai cambia le regole con “esperti” che creeranno solo confusione: assente Sanremo

L’incontro a Milano per «disegnare» la 70esima edizione. Tornano le eliminazioni, ma chi presenta??

Partito il «Cantiere Sanremo» destinato a cambiare le regole, ma anche decisivo sotto il profilo pubblicitario Ci sembra un’idea abbastanza inutile che dimostra le incertezze per ciò che si dovrà fare per il Festival n° 70. Aver messo al tavolo una moltitudine di gente più o meno (meno che più) esperta ha creato confusione senza trovare soluzioni idonee. A quel tavolo c’erano sconosciuti, esperti per modo di dire che con il Festival non c’entrano, mentre era assente – come sempre – Sanremo titolare del Marchio.

Dopo le (inevitabili) polemiche degli ultimi anni il 70° Festival sarà sostanzialmente un prodotto interno, ossia affidato esclusivamente alle risorse di Viale Mazzini. Un segnale di cambiamento rispetto all’ultimo decennio nel quale gran parte della produzione era «appaltata» ad agenzie esterne. Si cambia registro?

L’intenzione sembrerebbe di tirare la Rai «fuori dal bunker» e riprendere il controllo di una manifestazione che rappresenta un evento unico per popolarità e resistenza nel tempo. Senza far paragoni i Grammy Awards hanno debuttato nel 1959 premiando Nel blu dipinto di blu di Modugno; il Festival c’è dal 1951. Quindi ci sta un’attualizzazione delle regole ma trovarle fuori dalla Rai che ha aperto il confronto con chi crede di vivere la realtà della musica vincolata a regole di produzione e fruizione diverse dal passato, ci sembra un’idea poco utile che accontenta i presenti, 10 e scontenta gli assenti almeno 100.

C’erano: Enzo Mazza (Fimi), Filippo Sugar, Paola Zukar, rap italiano, Francesco Barbaro, Agenzia Otr, Lodo Guenzi, Stato Sociale, Massimo Bonelli, organizzatore Concerto 1° Maggio; Marta Donà, «golden girl» del pop italiano, Antonio Noto, sondaggista; Claudio Ferrante, Artist First, Stefano Senardi (ex discografico in pensione), Andrea Spinelli, giornalista e Nur Al Habash di Italia Music Export, polso dei mercati esteri. Con loro il direttore Fabrizio Salini, Teresa De Santis, Claudio Fasulo e Paola Marchesini di RaiRadio2.

Obiettivo, riformulare le regole tenendo presenti anche le esigenze di chi opera nel mondo della musica. Si è trattato di un punto di partenza che non riguarda il prodotto televisivo in sé ma la configurazione delle «regole d’ingaggio». Ad esempio, ritorneranno le eliminazioni che il biennio Baglioni aveva eliminato? E, alla luce delle polemiche dell’ultima edizione, come saranno calibrate le varie giurie e la loro interazione? Infine, come individuare il direttore artistico senza inciampare in possibili conflitti d’interesse?

Argomenti che precedono la scelta del conduttore che non è ancora stato individuato ma del quale girano nomi come l’accredito Amadeus (con Carlo Conti direttore artistico?) o di un debuttante come Alessandro Cattelan. In stand-by l’ipotesi «Mina direttore artistico» (più no che sì, ovviamente) o una multi conduzione di ex: Clerici, Bonolis, Morandi, Ventura. Infine la ripetizione del «format Baglioni», un Sanremo affidato ad altro nome. Il problema? Trovarne uno che abbia la popolarità e un repertorio all’altezza: Jovanotti, Laura Pausini? entrambi già ipotizzati negli anni scorsi. Ma è questo il piede giusto per partire?

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